18.04.2006

“Sentenze di proscioglimento inappellabili: l’impatto sull’ambiente e la sicurezza”

Marina Zalin,
Ambiente e Sicurezza, Il Sole 24Ore, 2006, f. 8 – p. 90

Con la legge 20 febbraio 2006, n. 46, è stato riformato l’art. 593 c.p.p. il quale regola le ipotesi nelle quale è possibile proporre appello avverso le sentenze di proscioglimento e di condanna pronunciate dal tribunale. In estrema sintesi, imputato e pubblico ministero non possono appellare tutte le sentenze di proscioglimento, ad eccezione dei casi in cui vi sia una nuova prova decisiva sopravvenuta o scoperta dopo il giudizio di primo grado, delle pronunce di condanna alla sola pena delle ammende e delle sentenze di non luogo a procedere. Gli effetti non tarderanno a farsi sentire anche per il diritto ambientale e della tutela del lavoratore, con particolare riferimento ai delitti e alle contravvenzioni per le quali il Legislatore ha previsto la pena dell’arresto sola o congiunta alla pena pecuniaria avverso le cui sentenze di proscioglimento, secondo quanto stabilito dall’art. 593 c.p. come riformulato, non è possibile proporre appello.

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