02.03.2015

Reato di omesso versamento delle ritenute: necessità della certificazione

Il reato di omesso versamento delle ritenute comporta il rilascio delle certificazioni, con la conseguenza che l’accusa deve provare la consegna di tale documento ai lavoratori.

Corte di cassazione – III sez. pen. n. 5736/2015 – 21.01.2015.

Con la sentenza in esame la Suprema Corte si è pronunciata in ordine al delitto di cui all’art. 10 bis Decreto legislativo 74/200, confermando il recente orientamento assunto dal Supremo Collegio (Cass. Pen. Sez. III sentenza n° 40526 – 8.04.2014) in tema di “Omesso versamento di ritenute certificate”.
La Corte infatti ha annullato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Milano, e rinviato il giudizio ad altra Sezione, poiché non era stato provato l’avvenuto rilascio delle certificazioni ai lavoratori, il cui onere incombeva sull’accusa.
Come è noto, il reato si realizza quando al mancato versamento delle ritenute, risultanti dalle certificazioni rilasciate ai sostituti, (ossia dai CUD), si accompagni anche l’effettiva dichiarazione del datore di lavoro certificata nei c.d. CUD rilasciati ai lavoratori.
Le ritenute operate e non versate, di regola, emergono, in seguito al controllo effettuato dall’agenzia delle entrate, dal modello 770 presentato dal contribuente; si tratta pertanto di dati trasmessi dal contribuente all’agenzia delle entrate.
Nel caso oggetto della sentenza, l’accusa si fondava esclusivamente su tali dati “auto-dichiaranti”, ovvero sulla lettura dei medesimi effettuata dal funzionario dell’agenzia delle entrate durante l’escussione dibattimentale dello stesso; in altre parole, non era stato verificato l’avvenuto rilascio delle certificazioni ai lavoratori, “fatto costitutivo” dell’illecito in esame.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso in esame sull’assunto che il modello 770 non può costituire indizio sufficiente o prova dell’avvenuto rilascio delle certificazioni, poiché, infatti il modello non contiene anche la dichiarazione della tempestiva consegna delle certificazioni.
Si rileva infine che la Corte richiama anche l’interpretazione fornita dalle Sezioni Unite – con la sentenza n° 37425 del 28.03.2013 – in ordine al reato in esame, che ha individuato l’elemento specializzante che lo caratterizza nel rilascio della certificazione; di conseguenza la norma non trova applicazione, nel caso in cui il sostituto non abbia rilasciato la certificazione ai lavoratori o nel caso in cui abbia rilasciato la medesima in un momento successivo alla scadenza del termine fissato per effettuare il versamento.

Back to list