30.03.2015

Inapplicabilità della circostanza attenuante specifica del pagamento integrale del debito tributario

Ammissione rateizzazione del debito di imposta. Inapplicabilità della circostanza attenuante specifica del pagamento integrale del debito tributario (art. 13 dlgs. n. 74/2000).

Corte di cassazione – III sez. pen. n. 11352/2015 – 10.02.2015.

Con la sentenza in esame la Suprema Corte si è pronunciata, confermando quanto già statuito in precedenti pronunce, in merito al riconoscimento della circostanza attenuante speciale del pagamento del debito tributario, prevista dall’art. 13 del DLgs. n. 74/2000.
La Corte, infatti, ha rigettato il ricorso presentato dall’imputato, poiché ritenuto infondato, confermando la sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Verona, che riteneva l’imputato colpevole dei reati p. e p. dagli artt. 2 e 3 del DLgs n. 74/2000 non tenendo in considerazione la circostanza attenuante specifica in esame, pur avendo l’imputato proposto un piano di rateizzazione del debito d’ imposta dovuto riconosciuto dall’Erario.
La Corte ha ribadito che la circostanza attenuante speciale di cui all’art. 13 DLgs 74/2000, ( la quale prevede che le pene previste per i delitti di cui allo stesso decreto siano diminuite fino alla metà e che non si applichino le pene accessorie indicate nell’art. 12) si applica solo se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, relativi ai fatti oggetto di contestazione, siano stati estinti mediante pagamento integrale, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all’accertamento previste dalle norme tributarie.
Il supremo Collegio evidenzia, infatti, che è proprio il dettato stesso della norma, laddove richiede appunto l’estinzione del debito, a far ritenere che il presupposto necessario del trattamento sanzionatorio più favorevole sia l’integrale pagamento di quanto dovuto all’Erario, non essendo dunque sufficiente la mera ammissione al provvedimento di rateazione intervenuta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.
Nel caso in oggetto infatti l’imputato aveva ottenuto un piano di ammortamento concordato con l’Agenzia delle Entrate, ma non aveva ultimato il pagamento rateale dello stesso prima dell’apertura del dibattimento.
D’altro canto, anche sotto il profilo della ratio della norma, la Suprema Corte di legittimità ( ex plurimis sent. 37748/2014) ha evidenziato che la condotta meritevole del trattamento premiale è solo quella effettivamente idonea ad apportare un beneficio di natura patrimoniale all’Erario, non apparendo pertanto significativo, sotto tale profilo, il solo provvedimento di ammissione alla rateazione rispetto al quale l’interessato potrebbe, all’ultimo, rimanere inadempiente.

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