23.05.2017

Per la Cassazione penale la comunicazione di potenziale contaminazione ha tempistiche, destinatari e contenuti specifici

La Corte di Cassazione penale (sez. III, 21 febbraio 2017, n. 12388), dopo aver precisato che gli obblighi di comunicazione sorgono per il solo fatto che si sia verificata una situazione di potenziale pericolo, prescindendo, quindi, dall’eventuale superamento delle soglie di contaminazione, ha rimarcato che la mancata comunicazione nelle 24 ore costituisce contravvenzione (art. 257, comma 1 del d.lg. 152/2006) solo per il soggetto responsabile. Se lo scopo della sanzione penale è punire l’omessa preliminare informazione dell’evento potenzialmente inquinante ai soggetti individuati dalla legge, affinché prendano cognizione della situazione e possano verificare lo sviluppo delle attività ripristinatorie, la Corte ha precisato che «il reato si configura anche nel caso in cui intervengano sul luogo dell’inquinamento gli operatori di vigilanza preposti alla tutela ambientale, in quanto tale circostanza non esime l’operatore interessato dall’obbligo di comunicare agli organi preposti le misure di prevenzione e messa in sicurezza che intende adottare, entro 24 ore ed a proprie spese, per impedire che il danno ambientale si verifichi». La Cassazione ha poi ricordato che ai sensi dell’art. 304 del d.lg. 152/2006 fornisce «precise indicazioni non solo sui destinatari della comunicazione, ma anche sui contenuti della stessa, in quanto, come si è già detto, essa deve riguardare, in generale, “tutti gli aspetti pertinenti della situazione” ed, in particolare, “le generalità dell’operatore, le caratteristiche del sito interessato, le matrici ambientali presumibilmente coinvolte e la descrizione degli interventi da eseguire”». Si tratta di aspetti ritenuti essenziali e necessari dal legislatore, con la conseguenza che la loro assenza inficia la validità della comunicazione, rendendola inidonea allo scopo cui è destinata, con conseguente applicazione della sanzione penale (sempre a carico del solo responsabile), mentre eventuali altre omissioni, presenti le suddette informazioni di primario rilievo, andranno sanzionate se l’incompletezza della comunicazione sia tale da vanificarne la funzione.

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