02.02.2015

B&P Avvocati scrive al Ministro Galletti

B&P Avvocati scrive al Ministro Galletti: le fideiussioni richieste per l’AIA penalizzano le imprese italiane rispetto ai concorrenti europei.

E’ di questi giorni una lettera aperta di B&P Avvocati al Ministro dell’Ambiente. Il Ministro, infatti, ha in diverse occasioni opportunamente sottolineato come l’attuale Governo, mentre vuole recuperare il ritardo in precedenza accumulato nel recepimento delle Direttive europee, non intende gravare le imprese italiane di oneri maggiori rispetto a quelli richiesti negli altri Stati membri. Contravvenendo però a questa impostazione, la normativa di recepimento della Direttiva IED 2010/75/UE prevede, a carico delle imprese italiane, l’obbligo di presentare costosissime fideiussioni, quale condizione per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Nulla di questo genere è però previsto dalle norme europee, né – a quanto ci risulta – viene richiesto nella maggior parte degli altri Stati membri. Sul piano europeo, infatti, l’obbligo delle fideiussioni è ristretto a particolari categorie di impianti, come le discariche. Facendosi pertanto interprete delle preoccupazioni di molte aziende produttive, il nostro studio ha chiesto al Ministro che il Governo modifichi la propria impostazione, abrogando la norma (art. 7, comma 5, lettera f, n. 9-septies del D. Lgs. n. 46/2014) che impone standard assai più rigorosi di quelli europei. Abbiamo anche chiesto che, in attesa di tale abrogazione, non venga emanato alcun DM sui criteri di calcolo delle fideiussioni. Attendiamo con fiducia la risposta del Ministro Galletti e una opportuna iniziativa del Governo.

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