12.08.2015

“Proprietario incolpevole e risarcimento del danno ambientale”

Barbara Stefanelli,
Ambiente & Sicurezza, New Business Media, 2015, n. 15, p. 86.

Nota a sentenza Corte di appello di Venezia, sez. IV, 9 giugno 2015, n. 1668, Pres. Callegarin.
La responsabilità ambientale, ed il conseguente obbligo di bonifica di siti risultati contaminati, sono fondati sul principio “chi inquina paga” che sottende un criterio di imputazione soggettiva – ascrivibilità dell’azione od omissione a titolo di dolo o colpa – riconducibile all’istituto della responsabilità aquiliana ex art. 2043 c.c. Ne consegue che il mero proprietario che non abbia contribuito in alcun modo all’evento inquinante, mancando il presupposto di colpevolezza indicato, non può essere obbligato ad attuare gli interventi di bonifica a propria cura e spese. Ad identica conclusione deve pervenirsi allorché si riconduca la fattispecie all’istituto di cui all’art. 2051 c.c. che disciplina la responsabilità del proprietario per danni cagionati da cose in custodia, atteso come i doveri di custodia richiesti dalla norma si concretizzino nell’adozione di misure precauzionali tra le quali non sono ricompresi doveri di azione tanto penetranti quali quello di bonifica e ripristino ambientale.

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