22.04.2003

“Con finalità, definizioni e applicazione, il D.Lgs. 36/2003 parte in ‘quarta’”

Marina Zalin,
A. Martelli,
Ambiente & Sicurezza, Il Sole 24 Ore, 2003, n. 8, p. XXV.

A dimostrazione della portata, il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, affronta, fin dalle prime battute, questioni tutta’altro che trascurabili. In particolare, già nell’art. 1, relativo alle finalità, è contenuta, al comma 2, un’innovativa forma di coordinamento fra la disciplina in materia di discariche e quella sulla riduzione e prevenzione integrate dell’inquinamento (cosiddetto “IPPC”). Interessante è poi osservare come, nell’art. 2, la ridefinizione di alcuni termini relativi alle diverse tipologie di rifiuti si intreccino con i più recenti sviluppi legislativi quali il nuovo CER o la vexata quaestio legata alla nozione autentica. Nè è possibile trascurare le nuove precisazioni di “discarica”, che dovrebbero essere risolutive rispetto ai dubbi pregressi sui quali era intervenuta anche la Giurisprudenza, e delle tre tipologie di soggetti coinvolti, ovvero l gestore, il detentore e il richiedente. Notevole è anche l’individuazione dei criteri di applicabilità e di esclusione della nuova disciplina (art. 3).

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