30.09.2003

“Con i due D.P.C.M. 8 luglio 2002 fissati i tetti per alte e basse frequenze”

Federico Peres,
S. Tiberti, R. Zich,
Ambiente & Sicurezza, Il Sole 24 ore, 2003, n. 17, p. 18.

Parte tra “luci e ombre” il processo di attuazione della legge quadro in materia di elettrosmog (n. 36/2001). Se da una lato,, infatti, con i due D.P.C.M. 8 luglio 2003 sono stati fissati i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni alle alte frequenze (100 KHz – 300 GHz) e alle basse frequenze (50 Hz), dall’altro sono state “tradite le aspettative” rispetto a quanto stabilito in origine dalla legge quadro; così, ad esempio, è venuta meno la prevista distinzione tra esposizione della popolazione e quella dei lavoratori. Sui limiti di esposizione agli elettrodotti, inoltre, il Legislatore italiano ha operato una differente scelta rispetto a quella adottata da altri Paesi dell’unione che hanno fatto propria – per ogni sorgente e frequenza – la raccomandazione del consiglio Ue 12 luglio 1999.

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