27.04.2010

“Danno. Corte di Giustizia: oneri di riparazione solo se c’è nesso causale”

Luciano Butti,
Ambiente & Sicurezza, Il Sole 24 Ore, 2010, n. 8, p. 80.

Ferma la possibilità, in alcuni casi, di prescindere dalla prova della sussistenza di dolo o colpa, il principio “chi inquina paga” non implica che gli operatori debbano farsi carico di oneri inerenti alla riparazione di un inquinamento alla cui causazione non abbiano contribuito. In altre parole, non si può pretendere da una società, solo perchè si trova all’interno di un sito di interesse nazionale, di realizzare la bonifica di aree la cui contaminazione non dipende (in modo dimostrabile) dalle proprie attività attuali o del passato. Questo, in sintesi, è quanto stabiliscono le sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee 9 marzo 2010 nel procedimento C-378/08 e nei procedimenti C-379/08 e C-380/08. Le pronunce prendono le mosse da altrettante questioni pregiudiziali presentate da un TAR Italiano, nell’ambito di una serie di ricorsi promossi da diverse importanti società avverso alcune decisioni di varie autorità amministrative italiane, mediante le quali a queste società erano stati imposti obblighi di riparazione dell’inquinamento in un sito di bonifica di interesse nazionale.

Back to list