28.06.2005

“Abbandono illecito di rifiuti sul terreno: quali conseguenze per il proprietario?”

Luciano Butti, Federico Peres,
Ambiente & Sicurezza, Il Sole 24 Ore, 2005, n. 13, p. 25

Con tre recenti sentenze, la sezione V del Consiglio di Stato si è pronunciata sugli obblighi e la responsabilità del proprietario di un terreno sul quale terzi abbiano illecitamente abbandonato rifiuti. In particolare, con le sentenze 25 gennaio 2005, n.136 e 8 febbraio 2005, n.323, i Giudici di Palazzo Spada hanno stabilito che solo in presenza di una sua responsabilità almeno colposa, il proprietario di un fondo può essere obbligato a rimuovere i rifiuti abusivamente collocati da terzi su di esso, accogliendo così i ricorsi in appello presentati da proprietari “incolpevoli” contro le sentenze del TAR Friuli e del TAR Umbria che avevano invece confermato le ordinanze con le quali due sindaci avevano addebitato ai proprietari la rimozione dei rifiuti e, nel secondo caso, anche la bonifica del terreno contaminato. Con la sentenza 8 marzo 2005, n.935, invece, il Consiglio di Stato si è occupato sia dell’insussistenza di una responsabilità oggettiva in capo al proprietario del fondo che dell’individuazione del grado di diligenza che da lui si può pretendere. In particolare è stata respinta la tesi di un’amministrazione comunale di “arricchire” l’illecito di cui all’art.14, D.Lgs. n.22/1997 – che presuppone l’accertamento della colpa – con l’ipotesi speciale di responsabilità oggettiva da fatto illecito extracontrattuale, in quanto la disposizione richiamata dal Comune appellante non esprime un principio generale, ma integra una vera e propria eccezione che introduce un’ipotesi di responsabilità aggravata del tutto diversa dal caso dibattuto.

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