16.03.2016

“Discariche. Divieti per i nuovi impianti”

Luca Montemezzo,
Ambiente & Sicurezza, New Business Media, 2016, n. 5, p. 101.

Nota a sentenza Tar Lombardia, Milano, sez. III, 15 gennaio 2016, pres. Di Mario, est. De Vita.
Gli artt. 195, c. 1, lett. p) e 196, c. 1, lett. n) e o) attribuiscono esplicitamente allo Stato la potestà, esclusiva, di individuare i criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti; soltanto all’esito di una tale fase preliminare le Regioni possono definire a loro volta i criteri per l’individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione dei predetti impianti. Siffatta conclusione, avallata dal chiaro tenore letterale della normativa statale già citata, trova il suo fondamento nella competenza statale, esclusiva, in materia di tutela dall’ambiente e, concorrente, in materia di governo del territorio, come stabilito dall’art. 117, secondo e terzo comma, della Costituzione. Attualmente non si rinviene nella normativa statale la presenza di un criterio che consenta alle Regioni di introdurre un limite di localizzazione delle discariche, legato alla saturazione del territorio, come il Fattore di Pressione, quale indice cui sottoporre la possibilità di realizzare una discarica in un determinato territorio, come individuato dalla Deliberazione della Giunta Regionale della Lombardia n. X/1990 del 20 giugno 2014. Di conseguenza, deve assumersi come illegittima la previsione, nell’ambito del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti – approvato con la richiamata Deliberazione –, dell’istituzione e regolamentazione del “Fattore di Pressione per le discariche”, unitamente al relativo regime transitorio.

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