19.10.2016

L’approvazione del progetto di bonifica costituisce condizione essenziale per applicare la causa di non punibilità prevista dall’art. 257 co. 4 D.Lgs. 152/2006

Con una recentissima pronuncia (Cass. Pen., Sez. III, n. 38725 del 19.09.2016) la Suprema Corte è tornata nuovamente sul tema delle bonifiche dei siti contaminati e sulla causa di non punibilità contenuta all’art. 257 comma 4 del Testo Unico Ambientale. La norma prevede che “l’osservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione di non punibilità per le contravvenzioni ambientali contemplate da altre leggi per il medesimo evento e per la stessa condotta di inquinamento di cui al comma 1”. Nel caso in esame il ricorrente, condannato in primo grado, aveva sostenuto di aver posto in essere una bonifica del sito – senza seguire le scansioni procedimentali dell’art. 242 – al solo fine di poter beneficiare della causa di punibilità in esame, pur contestando di essere responsabile degli sversamenti di rifiuti nell’area. La Corte ha confermato il percorso argomentativo e logico della sentenza di primo grado, ma ha svolto una ulteriore precisazione sulla causa di non punibilità della intervenuta bonifica. Risultava agli atti che non fossero state eseguite verifiche in ordine alla assenza di inquinamento o contaminazione dell’area, per stessa ammissione del consulente di parte dell’imputato: le operazioni poste in essere potevano al più essere ricomprese nelle misure di prevenzione ex art. 242-bis, ben lungi da costituire un progetto di bonifica formalmente approvato. Da questo elemento oggettivo, testualmente previsto dalla norma, la Corte ha desunto l’impossibilità di applicare la causa di non punibilità a situazioni per le quali sia assente l’approvazione formale del progetto, vera e propria condicio sine qua non per ottenere la non punibilità dei reati. Mancanze sostanziali (assenza di campionamenti ed analisi) e formali (approvazione del progetto di bonifica ex art. 242 d.lgs. 152/2006), quindi, che hanno portato ad una conferma della sentenza di condanna.

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