21.03.2017

Ignoranza inevitabile della legge penale e dovere strumentale di informarsi: la necessità di ricorrere ad esperti giuridici

Corte di Cassazione Penale, sez. III, 18 gennaio 2017, n. 2246

Con la sentenza n. 2246 del 18 gennaio 2017 la Corte di Cassazione penale è tornata sul tema della ignoranza incolpevole della legge penale con particolare riferimento alla legislazione ambientale. Nel caso di specie un privato aveva raccolto, trasportato e successivamente rivenduto ad una società circa 300 kg di rifiuti metallici, in assenza della necessaria iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Il GIP lo assolveva dal reato di cui all’art. 256 co. 1 d.lgs. 152/06 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) ritenendo, tra l’altro, che il soggetto fosse incorso in un errore scusabile, dovuto alla complessità della normativa in materia di gestione dei rifiuti. La Corte di Cassazione, annulla la sentenza. Secondo la Corte, infatti, non rileva che la normativa sia particolarmente complessa o frammentaria, o il fatto che sull’applicazione della stessa vi siano diversi orientamenti giurisprudenziali. Il soggetto che svolge professionalmente un’attività (di gestione di rifiuti) può invocare l’ignoranza incolpevole solo qualora dimostri di aver fatto tutto il possibile per informarsi e “di aver fatto tutto il possibile per richiedere alle autorità competenti i chiarimenti necessari e per informarsi in proprio, ricorrendo ad esperti giuridici”. I doveri strumentali di informazione e di conoscenza dei precetti penali sono particolarmente stringenti per i soggetti che svolgono professionalmente un’attività. Questi infatti rispondono dell’illecito anche qualora incorrano in colpa lieve nell’indagine giuridica, e gli obblighi di conoscenza non sono attenuati in caso di normativa particolarmente complessa quale è, ad esempio, la disciplina della gestione dei rifiuti (e in generale la legislazione in materia ambientale). Per invocare l’ignoranza incolpevole della legge penale, il soggetto deve quindi dimostrare di aver fatto tutto il possibile per informarsi; ciò comprende, innanzitutto, essersi rivolto ad esperti giuridici qualificati. Peraltro, sotto diverso profilo, si osserva che il dovere/opportunità di rivolgersi ad esperti qualificati può essere ricondotto anche al generale obbligo, per coloro i quali svolgono attività potenzialmente pericolose, di “fare tutto il possibile per evitare il danno” (art. 2050 c.c.).

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