19.07.2011

“Autorizzazione ambientale: se la PA arriva in ritardo deve risarcire il danno”

Luciano Butti,
Ambiente & Sicurezza, Il Sole 24Ore, 2011, n. 13, p. 82

“Ogni cittadino e ogni impresa hanno diritto ad avere risposta dalla amministrazioni alle proprie istanze nel termine previsto, e ciò proprio al fine di programmare le proprie attività e i propri investimenti“. Pertanto, “le pubbliche amministrazioni e i soggetti equiparati sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento“. Così si è espressa la sezione V del Consiglio di Stato, nella recentissima sentenza 21 marzo 2011, n.1739, che costituirà uno strumento di fondamentale importanza per la tutela delle imprese contro i ritardi della pubblica amministrazione. La pronuncia prende le mosse dalla presentazione di un’istanza di autorizzazione per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e recupero di rifiuti speciali, lavaggio e bonifica di autocisterne, inoltrata in data 30 aprile 2008 da un’azienda alla Regione Veneto. Non avendo ricevuto per lunghi mesi una risposta dall’amministrazione, la società propose davanti al TAR per il Veneto un ricorso avverso il silenzio, con cui veniva anche richiesto il risarcimento dei danni. Soltanto dopo aver ricevuto il ricorso, la Regione mise una deliberazione con la quale approvava l’intervento richiesto; il tutto con oltre un anno di ritardo, nonostante gli articoli 18 e 19, L.R. n.10/1999 sulla “valutazione di impatto ambientale”, prevedessero un termine massimo di 150 giorni. Con sentenza n. 327/2010, il TAR Veneto dichiarò inammissibile la domanda di risarcimento. Accogliendo l’appello dell’azienda e concedendo, perciò, alla stessa un significativo risarcimento del danno, il Consiglio di Stato ha ora, invece, solennemente affermato che l’articolo 2-bis, comma 1, legge n.241/1990, introdotto dalla legge n.69/2009, rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi delle pubbliche amministrazioni, stabilendo che queste ultime e i soggetti equiparati sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. E’ peraltro, persino più significativa un’ulteriore affermazione dei giudici amministrativi, insolita, in questi termini, per una sentenza, laddove il Consiglio di Stato afferma che “il tempo è un bene della vita per il cittadino“, con la conseguenza che il “ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento è sempre un costo“. Resta solo da aggiungere che, per potersi avvalere di questo indirizzo giurisprudenziale (e dunque per ottenere il risarcimento), il privato ha l’onere di sollecitare formalmente la pubblica amministrazione a provvedere, una volta avviato il giudizio, di provare con documentazione l’ammontare del danno richiesto. E’ facile intuire che la sentenza inciderà molto positivamente sui tempi di trattazione delle domande di autorizzazione ambientale o di valutazione di impatto ambientale.

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