05.04.2018

Ancora contrasti nella giurisprudenza amministrativa sull’obbligo per il proprietario incolpevole di un sito contaminato di eseguire interventi di Mise

Prosegue il contrasto tra i Tribunali Amministrativi Regionali sul tema della sussistenza o meno di un obbligo a carico del proprietario di un sito contaminato non responsabile dell’inquinamento di eseguire non solo le misure di prevenzione, ma anche la messa in sicurezza d’emergenza. Con la sentenza n. 34/2018, il T.A.R. Friuli Venezia Giulia ha ritenuto sussistente tale obbligo in quanto è solo la bonifica che non può essere ordinata al proprietario incolpevole, mentre MISE, che rientrano tra le misure di precauzione, “ben possono essere imposte al proprietario dell’area che non sia anche responsabile dell’inquinamento, dal momento che, non avendo finalità sanzionatoria o ripristinatoria, prescindono dall’accertamento del requisito del dolo o della colpa”. In senso opposto, il T.A.R. Veneto, nella sentenza n. 333/2018, ha affermato che “il proprietario dell’area che non sia responsabile dell’inquinamento deve invece provvedere, ai sensi del menzionato comma 2 dell’art. 245, a dare comunicazione dell’inquinamento alla Regione, alla Provincia ed al Comune territorialmente competente, nonché ad attuare unicamente le “misure di prevenzione”, con esclusione delle più gravose misure costituite dalla messa in sicurezza d’emergenza e dalla bonifica (il cui obbligo di attuazione grava, in entrambi i casi, solamente sul soggetto responsabile dell’inquinamento)”.
Su questo tema si rinvia al ai contributi dell’avv. Federico Peres, “La nota di indirizzo del Ministero dell’Ambiente in materia di bonifica”, in Ambiente&Sicurezza, New Business Media, 2018, n. 4, p. 83 e “Guida all’Ambiente – Analisi e commento del D.Lgs. n. 152/2006”, Ambiente & Sicurezza, New Business Media, 2017, n. 10.

Torna all'elenco