12.02.2014

Fresato d’asfalto in cantiere: per la Cassazione penale è rifiuto

La Corte di Cassazione penale interviene nuovamente in materia di fresato d’asfalto e suo riutilizzo in cantiere con la sentenza n. 46227 resa dalla sez. III in data 19 novembre 2013. Per i giudici il «trattamento degli “asfalti” operato mediante il frantoio di frantumazione presente in ditta» configura un’operazione di trattamento rifiuti che non può essere assimilata alle operazioni di trattamento e riutilizzo in situ dei materiali di scavo; viene precisato, infatti, che «i materiali bituminosi provenienti da escavazione o demolizione stradale non possono essere ricondotti all’interno della categoria delle rocce e terre da scavo; queste ultime, infatti, sono costituite da materiali naturali, mentre i materiali bituminosi provengono da lavorazione del petrolio e presentano un evidente potere di contaminazione, cui segue l’attribuzione di codice CER 17.04.01 o 02, con conseguente classificazione come rifiuto diverso dalle terre e rocce».

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