24.02.2016

Errori tecnici nella normativa ambientale: le indicazioni del Tribunale Europeo

Nota a sentenza Tribunale Europeo 7 ottobre 2015, causa T-689/13.

Qualora un regolamento ambientale contenga manifesti errori di valutazione può, nella parte viziata, essere annullato. E’ quanto sostiene il Tribunale presso la Corte di Giustizia Europea che ha annullato un Regolamento della Commissione Europea nella parte in cui, erroneamente, classificava una sostanza all’interno di categorie di elevata tossicità per l’ambiente.

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da alcune aziende produttrici e utilizzatrici di “pece, catrame di carbone, alta temperatura” (di seguito abbreviato Ctpht) contro il Regolamento della Commissione n. 944/2013, che aveva inserito il Ctpht tra le sostanze a tossicità acquatica acuta di categoria 1 (H400) e tossicità acquatica cronica di categoria 1 (H410).
Le aziende promotrici del ricorso avevano sostenuto che tale classificazione fosse errata perché, tra l’altro, i valori su cui si basava erano stati ottenuti utilizzando un metodo di analisi inadeguato. Infatti, a causa delle speciali caratteristiche del Ctpht, ed in particolare di una sua componente (il PAH), le analisi erano state condotte utilizzando il cd. summation method. L’utilizzo di tale metodo comporta che la sostanza non sia analizzata nel suo complesso ma se ne studino invece le singole componenti. Pur trattandosi di una metodologia applicabile in termini generali (v. Regolamento 1272/2008) essa ha prodotto, nel caso specifico, una erronea valutazione dei dati.

Le autorità, infatti, nel decidere di considerare il Ctpht come una miscela hanno anche contemporaneamente assunto che il PAH contenuto nel Ctpht si dissolvesse nell’acqua. Al contrario diversi studi hanno dimostrato che il PAH, miscelato nel Ctpht con altre componenti, ha un bassissimo livello di solubilità in acqua. Nel procedimento che ha portato alla classificazione del Ctpht tra le sostanze pericolose la Commissione non ha tenuto conto di questo dato, e nemmeno ha dimostrato la possibile dissoluzione. Pertanto i dati, ricavati sul presupposto che il PAH si potesse dissolvere in acqua, non sono risultati tecnicamente corretti.

Su tali presupposti, il Tribunale Europeo ha dunque parzialmente annullato il citato Regolamento in quanto contenente un manifesto errore di valutazione di carattere tecnico. Si attendono gli esiti dell’appello pendente alla Corte di Giustizia europea per una definitiva decisione in merito.

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