05.04.2018

Ammissibilità dei rifiuti in discarica: circolare ministeriale fornisce chiarimenti sul DOC

Il Ministero dell’Ambiente è intervenuto con la circolare del 14 dicembre 2017, prot. n. 0017669 al fine di chiarire l’incongruenza tra l’applicazione delle misure di cui alla lettera a) e di quelle riportate alla lettera g) della nota asterisco alla tabella 5 dell’art. 6 del D.M. 27 settembre 2010, come modificato dal D.M. 24 giugno 2015.
Come noto, il D.M. 27 settembre 2010 ammette, a determinate condizioni e per specifiche tipologie di rifiuti, alcune deroghe al rispetto del valore limite di DOC (carbonio organico disciolto), indicate in nota asterisco (*) alla tabella 5 dell’art. 6 per quanto riguarda le discariche per rifiuti non pericolosi. Tale nota è stata oggetto di modifica ad opera del D.M. 24 giugno 2015, il quale – tra l’altro – ha introdotto la possibilità di deroga del parametro DOC per i rifiuti derivanti dal trattamento biologico individuati dal codice CER 190501 sia alla lettera a) sia alla lettera g) della citata nota asterisco alla tabella 5. Le due disposizioni, però, prevedono diverse condizioni di applicabilità della deroga e ciò ha generato negli anni incertezze interpretative e difficoltà applicative. La lettera a), infatti, richiede vengano attuati trattamenti idonei a ridurre «in modo consistente» l’attività biologica, mentre la lettera g) impone il rispetto il rispetto di un valore limite determinato (indice respirometrico dinamico non superiore a 1000 mgO2/kgSVh). Con l’intento di far fronte alle difficoltà applicative e interpretative citate, la Circolare Ministeriale del 14 dicembre 2017 propone l’introduzione di un criterio “progressivo” in cui l’applicazione di un trattamento idoneo a ridurre in modo consistente l’attività biologica (in termini percentuali) costituisce il punto di partenza, e il raggiungimento del valore di cui alla lettera g) è, invece, l’obiettivo finale. In altre parole, citando le parole della circolare, «l’applicazione del criterio della “consistente riduzionedell’attività biologica non può che essere circoscritto nel tempo, e accompagnato dall’adozione di tutte le misure necessarie per addivenire, nel più breve tempo possibile, ad un regime in grado di assicurare il rispetto della lett. g) del d.m. in oggetto».
Per ogni approfondimento sul punto si rimanda all’articolo “Rifiuti in discarica: più chiarezza sul DOC” di Attilio Balestreri e Beatrice Toniolo, in prossima pubblicazione su Ambiente & Sicurezza, New Business Media.

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